“DUE GOCCE NELLA POLVERE” a Bardonecchia

“DUE GOCCE NELLA POLVERE” a Bardonecchia

Creato: Tue, 04/06/2019 - 17:45
Quando:
Sat, 08/06/2019 - 09:00
 “DUE GOCCE NELLA POLVERE” a Bardonecchia
 “DUE GOCCE NELLA POLVERE” a Bardonecchia
 “DUE GOCCE NELLA POLVERE” a Bardonecchia

Spettacolo teatrale autobiografico di Alassane Conde, ragazzo africano richiedente asilo politico e parte del progetto teatrale di accoglienza Black Fabula.

Sabato 8 giugno 2019 - ore 9:00
Palazzo delle Feste – Sala Viglione, Piazza Valle Stretta, 1 – BARDONECCHIA (TO)
Ingresso gratuito

Alassane Conde è un venticinquenne africano richiedente asilo che in questo spettacolo racconta la sua vita da migrante con i linguaggi del teatro e della danza.
L'evento viene organizzato dall’associazione Valsusa Filmfest e dal Comune di Bardonecchia per gli studenti del Liceo Des Ambrois di Oulx ma è aperto a tutto il pubblico.
Lo spettacolo è nato nell’ambito del progetto teatrale di accoglienza Black Fabula sostenuto dalle associazioni Fabula Rasa Onlus, M.O.V. Moderne Officine Valsusa e dal Comune di Almese che nel gennaio 2015 accolse 51 richiedenti asilo.

Sabato 8 giugno 2019 alle ore 9 viene presentato nella Sala Viglione del Palazzo delle Feste di Bardonecchia “Due gocce nella polvere”, spettacolo teatrale autobiografico di Alassane Conde, ragazzo africano richiedente asilo e facente parte del progetto teatrale di accoglienza Black Fabula, formazione di teatro-danza creata nell’aprile 2015 con giovani richiedenti asilo provenienti da diversi paesi africani, sostenuta dalle associazioni Fabula Rasa Onlus, M.O.V. Moderne Officine Valsusa e dal Comune di Almese che nel gennaio 2015 accolse 51 richiedenti asilo.
L'evento viene organizzato dall’associazione Valsusa Filmfest e dal Comune di Bardonecchia per gli studenti del Liceo Des Ambrois di Oulx ma è aperto a tutto il pubblico con ingresso gratuito.

Lo spettacolo ha debuttato con grande successo il 2 febbraio scorso al Teatro Magnetto di Almese (TO), all’interno della stagione teatrale Camaleontika curata da Beppe Gromi e dalla sua compagnia Fabula Rasa, è stato replicato il 6 marzo al Teatro Astra di Torino  e il 24 maggio al Teatro Libero di Palermo registrando sempre il sold out.

Alassane Conde è un ragazzo di 25 anni con un grande talento nella danza, nel teatro fisico e nel teatro d’attore.
Il testo è dello stesso Alassane Conde e di Beppe Gromi, regista dello spettacolo, direttore artistico della compagnia Fabula Rasa, ideatore e curatore del progetto Black Fabula.
Le coreografie sono della danzatrice e coreografa Debora Giordi.

È ricca d’esperienze la giovane vita che Alassane racconta con lo sguardo, la voce e il corpo in movimento, la danza. Alassane nasce in Guinea Conakry nel 1993. Il primo respiro al lato della strada del mercato condiviso con un altro Alassane, “goccia gemella” che la polvere asciugherà nel tragitto verso casa, segna una contiguità tra vita e morte che tornerà ancora e ancora...
In scena un attore ed un pallone, quello dei giochi d’infanzia, delle infinite partite tra ragazzini, dei sogni di una vita da campione che si trasforma via via nel mondo dalle inaspettate strade d’ombre e di luce.
Dopo un’infanzia e un’adolescenza “come tante” in cui riecheggiano nella lingua natia le voci della madre saggia e rigorosa e delle care sorelle accanto ai suoni del francese e dell’arabo studiati a scuola, in un giorno dei suoi vent’anni Alassane cammina nella polvere solo, sanguinante, confuso e senza più nulla a cui ritornare.
Sa che deve andare via, unica compagna la vivida memoria del nonno, guerriero imbattibile, veloce come il vento, anch’egli scappato dal paese d’origine per sfuggire alla violenza. Il viaggio verso l’ignoto inizia grazie ad un camionista che lo raccoglie e lo porta al confine, lo consiglia e aiuta.
Seguiranno altri confini evocati in un crescendo denso di immagini, suoni e silenzi, perchè non di tutto si può dire, nel profondo resta “qualcosa che non trova pace neanche quando rido”, fino all’approdo a Siracusa e poi in Piemonte. Una nuova lingua da imparare, una nuova casa, il Teatro, con la cassetta degli attrezzi dell'attore e tanto studio e presenza, passione, prove e prove…
Per riconoscersi attraverso nuove parole, per comunicare e testimoniare la resilienza.

Tante sono le vite che si riflettono negli occhi di Alassane. Vite passate, di oggi e di domani, giacché la vita di noi esseri umani è storia di viaggi e migrazioni da sempre. Lo spettatore ne è coinvolto a livello dei sensi, della mente e del cuore. Lo spettacolo in cui la verità dell’esperienza e il “gioco” del teatro, mai fine a sé stesso, si rispecchiano ed armonizzano ci lascia il dono prezioso dell’autenticità.

“Che bello quando i bambini possono fare i bambini e basta” è una frase importante dello spettacolo. Alassane avrebbe voluto giocare e sognare il futuro sul campo di calcio e il suo racconto ha in buona parte la forma di un pallone che rimbalza e ad ogni rimessa in gioco rivela imprevisti, ricordi e nuove emozioni.

Una difficile prova attoriale per un ragazzo che affronta un testo in lingua italiana dopo solo tre anni di permanenza nel nostro Paese. Attraverso la scrittura e la recitazione di questo spettacolo, Alassane mette in atto un gesto intimo salvifico e riprende in mano la propria vita. È un atto di riconquista del proprio essere, è come rinascere per dare voce a tutte le voci che non potranno raccontare la loro storia. Un atto d’amore per la vita e un invito alla resilienza, ancora più difficile e significativo se pensiamo alla situazione attuale del nostro Paese.

“Due gocce nella polvere” è un concerto di emozioni che nascono dallo sguardo del suo protagonista e si riversano sul pubblico come filamenti di paesaggi interiori, creando un’atmosfera emotiva molto densa e tessendo una trama narrativa che investe lo spazio scenico con delicatezza e verità.
Spensieratezza e tragedia, voli e cadute, amori e amicizie, sogni e paure fino a quando ti manca il fiato e devi ridisegnarti la vita, innestando le radici in un nuovo terreno che è spesso troppo arido e impenetrabile.

A.B.C. ACCOGLIENZA BENE COMUNE
IL PROGETTO TEATRALE DI ACCOGLIENZA “BLACK FABULA”, UN PONTE TRA DUE MONDI

Black Fabula è il nome di un progetto teatrale di accoglienza nato nell’aprile del 2015, dal quale è nata l’omonima compagnia, una formazione di teatro-danza diretta da Beppe Gromi, inizialmente composta da dieci giovani richiedenti asilo provenienti da diversi paesi africani e sostenuta dalle Associazioni Fabula Rasa Onlus, M.O.V. Moderne Officine Valsusa e dal Comune di Almese che nel gennaio 2015 aveva accolto 51 richiedenti asilo.
Il laboratorio teatrale cominciò nel marzo del 2015 e le qualità espresse dal gruppo misero subito in evidenza l’intenzione di intensificare il lavoro per arrivare alla creazione di uno spettacolo.
Dal mese di ottobre 2015 il lavoro di creazione si è avvalso della collaborazione della danzatrice e coreografa Debora Giordi ed il processo di integrazione e di fusione di linguaggi espressivi diversi cominciò a delineare un profilo sempre più significativo con danza contemporanea mischiata a danza afro, musica tribale e tecnologia.
Il primo spettacolo della compagnia, “Dove Cielo Tocca Mare”, ha debuttato il 9 gennaio 2016 nella rassegna Camaleontika ed è stato poi presentato in altre rassegne e festival.
Nel febbraio del 2016 i Black Fabula sono stati coinvolti anche nei laboratori di Teatro Senza Confini, progetto di integrazione per persone diversamente, aprendo un nuovo interessante fronte nel loro percorso di integrazione.
Con le ultime novità introdotte in Italia dal nuovo governo in tema di sicurezza e immigrazione, alcuni ragazzi del progetto hanno dovuto abbandonare il nostro Paese in cerca di miglior fortuna all’estero.

Ufficio Stampa Lp Press
Luigi Piga
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