Proiezione di "La fiamma del peccato" al Bazura

Proiezione di "La fiamma del peccato" al Bazura

Creato: Mon, 04/11/2013 - 17:17
di: Torino
Quando:
Tue, 05/11/2013 - 21:30
Tags: Torino, Cinema
Proiezione di "La fiamma del peccato" al Bazura

L'appuntamento con la CineCantina Bazura e l'associazione H12, questa settimana, si rinnova con La fiamma del peccato di Billy Wilder (1944, USA). 

Strutturato come un lungo flashback a partire da un indimenticabile prologo («non ho avuto i soldi e non ho avuto la donna» dice il moribondo Walter), questo di Billy Wilder è uno dei più citati, imitati e amati noir della storia del cinema. Nato da un’irripetibile collaborazione (Chandler sceneggia a partire da un romanzo di James M. Cain), il film segna l’acme di un genere (forse sarebbe meglio parlare di stile o di tendenza narrativa) fondato pochi anni prima da John Huston con Il mistero del falco (1941) e del quale lo stesso Wilder decreterà il tramonto nel meraviglioso Sunset Boulevard. Come tutti sanno, il termine noir fu assegnato nel 1946 da alcuni critici francesi che individuarono, in molte opere hollywoodiane del periodo che va dal 1941 al 1945, uscite però in Francia tutte nel dopoguerra, alcuni caratteri comuni e un medesimo pessimismo, una medesima atmosfera tenebrosa. Tali caratteri sono facilmente individuabili: uomini, investigatori o criminali, disillusi e quasi inconsciamente attratti dalla morte; donne seducenti ma traditrici che spingono i protagonisti nel pericolo e li usano per realizzare i loro loschi piani; grandi città (San Francisco in primis, anche se in questo caso siamo a Los Angeles) quasi sempre immerse nella notte, nella nebbia, dove perennemente piove. Dal punto di vista stilistico abbiamo un ampio uso dei grandangoli, di angolazioni dall'alto e dal basso, di luci soffuse. Su tutti grava un pesante senso di morte, di annichilimento, di fallimento. Questo Double Indemnity, ribattezzato dal provincialismo parrocchiale tutto italiano La fiamma del peccato, è anche un sublime esempio di cinismo wilderiano. Basti citare la scena conclusiva, con Fred McMurray che nel momento più critico della storia si accende una sigaretta e sembra accennare a un sorriso. Tra l'altro, il film avrebbe dovuto concludersi con il processo e l’esecuzione nella camera a gas di Neff, ma queste scene furono tolte dal montaggio poco prima dell’uscita del film nelle sale. Decisamente meglio così. Lo sguardo di Billy è carico di autentico orrore verso un’umanità degradata che vanamente si affanna ad affrancarsi da quella condizione abietta che gli è propria e dalla quale solo la morte può liberarla. Ogni inquadratura trasuda misantropia.

Ingresso riservato ai soci Arci