C.I.O.P.P. - Caffé Basaglia

Circolo
Tipo affiliato: Circolo
Comitato di appartenenza:
Reti tematiche:
Indirizzo: Via Mantova, 34 10153 - Turin (Turin)
Telefono: 011 2474150
Attività : Danza - Corsi e Feste da ballo, Danza - Organizzazione spettacoli, Musica - DJ set, Musica - Gruppi musicali, Salute mentale, Sensibilizzazione diritti dei migranti

Descrizione

PROGETTO CAFFE' BASAGLIA

Torino: un lavoro di rete tra servizi psichiatrici, il volontariato e i circoli Arci

 

Il Caffè Basaglia è nato:
-per proporre e attivare cambiamenti dal basso e dall'interno;
-per dare visibilità e opportunità alle fasce deboli (in questo caso persone con problemi psichiatrici e le loro famiglie, immigrati, ex carcerati, etc.);
-per attivare  una scuola territoriale permanente rivolta alla cittadinanza per informare e sensibilizzare sul tema della salute mentale, con partecipazione di tutti gli attori coinvolti (pazienti, familiari, volontari, operatori, privato sociale, associazioni);
-per la creazione di una cultura delle diversità e della mescolanza che permetta il lavoro di rete sui vari pregiudizi e permetta di attivare le risorse della comunità territoriale anche attraverso momenti di scambio formativo, con Docenti, Istituzioni e testimoni  provenienti dai paesi extracomunitari;
-per promuovere cultura, informazione ( ad esempio con la televisione di quartiere e sul web) e dare spazio per le singole specificità intese anche come scambio di conoscenze e competenze (corsi di danza, di musica di cucina e video);
-per lavorare in rete con le Istituzioni con proposte e modalità condivise e partecipate;
-per occuparci dell'America Latina come importante laboratorio di cantieri sociali e promuovere scambi con le realtà di quei paesi con cui abbiamo già importanti contatti (Argentina, Messico, Cuba, Colombia e Bolivia).

 

A quasi trentanni dalla chiusura dei manicomi non sempre si è riusciti ad attuare quella saldatura con la comunità locale che era negli intenti del legislatore: strutture ancora troppo scollegate dalla cittadinanza rendono difficile il lavoro di prevenzione e di inclusione che segua il lavoro clinico delle strutture sanitarie in un'ottica di integrazione tra reti formali e informali.
Ciò azzera la possibilità per la persona colpita da malattia psichiatrica di fare esperienza della vita perché la malattia la porta ad un isolamento sociale ed affettivo, acuito anche dal pregiudizio rispetto alla malattia mentale.
Da queste premesse (necessità di entrare in rete per creare soluzioni lavorative creative, riscoprire il piacere come strumento "terapeutico", orizzontalità nel senso di evitare per quanto possibile ruoli e gerarchie) nasce la nostra storia che ora vi raccontiamo.
In tutte le strutture psichiatriche esistono laboratori di cucina con il proposito di acquisire autonomia, e di qui i gruppi-pranzo dei centri diurni o i corsi "alberghieri" in borsa lavoro.
Il risultato finale è che chi vive in famiglia difficilmente avrà spazio e voglia per cucinare a casa, e chi vive da solo ha problemi troppo grandi per mettersi allegramente ai fornelli quando piomba nella solitudine della sua casa. Inoltre molto difficilmente potrà usare quanto imparato perché le logiche ed i tempi del lavoro non si sposano con i tempi e le difficoltà di chi soffre di un problema psichiatrico.

 

Il locale, bar e  ristorante, si trova a Torino in Via Mantova 34, negli spazi che hanno ospitato gli studi cinematografici Pastrone, culla del cinema italiano. In seguito sono stati adibiti ad opificio militare e, in ultimo, hanno ospitato alcuni studi di psicologia.
Ci sono voluti oltre sedici mesi di lavoro, in massima parte volontario, per trasformare un insieme di diversi piccoli ambienti nell'attuale locale. Alla fine del 2006 abbiamo lanciato una campagna di azionariato popolare con la quale abbiamo raccolto, impegnandoci  a renderli, quasi duecentomila euro utilizzati per la ristrutturazione.
Una grande cucina, un salone bar con un soppalco dalle stesse dimensioni, una sala per riunioni ed una per i concerti e gli spettacoli teatrali.
Data la funzione per la quale sono nati, i locali hanno soffitti molto alti e una terrazza di 150 m2. La terrazza funge da dehors e vorremmo da cinema all'aperto.
Vi lavorano a turno, come camerieri ed aiuto cuochi, una ventina di pazienti, quasi cinquanta sono i volontari, due  barman e due  cuochi di professione, anche se tutto è partito con una straordinaria coppia di cuochi volontari
Il locale, fa parte del circuito Arci, ed è accessibile a qualsiasi associazione o singolo cittadino nell'intento di creare uno spazio fisico che funzioni da cantiere sociale, come laboratorio di pensiero in cui associazioni territoriali e singoli cittadini  possano recuperare le funzioni  proprie del  territorio (solidarietà, informazione, partecipazione)
Non a caso ci auto fregiamo del pomposo ed impegnativo titolo di "Centro di animazione sociale e culturale delle comunità

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Galleria

C.I.O.P.P. - Caffé Basaglia
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