inaugurato il MUSEO DELLE MIGRAZIONI

inaugurato il MUSEO DELLE MIGRAZIONI

Creato: Tue, 09/05/2017 - 17:13
inaugurato il MUSEO DELLE MIGRAZIONI

Museo delle Migrazioni, luogo di incontro, di confronto e di memoria

Pettinengo (Biella), via Fiume, 12 - Museo aperto tutte le domeniche dalle ore 15 alle ore 18 - Info, contatti, apertura a richiesta: Idillio, 3343452685 - Ingresso libero

Il Museo delle Migrazioni, Cammini di Storie e di Popoli, inaugurato lo scorso 29 Aprile 2017 a Pettinengo (BI), è un luogo nel quale condurre il visitatore alle comuni radici del presente.
In quanto ecomuseo, è «espressione della cultura di un territorio considerato nella sua globalità», il cui obiettivo - come definitivo dalla Legge Regione Piemonte n. 31/1995 e dalla inerente dottrina degli studi etno-antropologici - è quello di«valorizzare le diversità delle nostre società (…), mettendone in evidenza le caratteristiche, le ricchezze, le trasformazioni che ce le hanno consegnate come oggi le possiamo percepire» (cfr. G.L.Bravo, L.Marasso e I.Testa in D.Porporato, Nuove Pratiche di comunità, 2010).
Aderente alla Rete Museale Biellese, le esposizioni ivi inserite vedono protagonisti i migranti “storici” dell’ambito locale, ossia i Piemontesi, i Sardi ed i Veneti, le loro speranze, fatiche ed avventure, vissute contribuendo allo sviluppo delle comunità con le quali si sono integrati a dispetto del frequente pregiudizio e della inevitabile diversità.
Tra le storie da raccontare, spicca quella della stessa sede espositiva, Casa Mazzia Piciot, in località Gurgo di Pettinengo. Dono al Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella da parte di emigrati piemontesi in Francia, l' immobile è stato ceduto alla Regione Autonoma Sardegna nel 2015 al fine di istituire un sito di cultura all’interno di un bene regionale sardo “extraterritoriale”.
Luogo di incontro, di confronto e di memoria grazie al contributo dei locali Sardi dell’Altrove: in questa «Sardegna al di qua del mare» si intende far riflettere ed evidenziare l’«identità», «sempre e solo frutto di una scelta» (cfr. C.Accardo-N.Gabriele, Scegliere la patria, 2011). Il percorso espositivo è pluridisciplinare (storico, socio-antropologico, artistico e scientifico) in evoluzione e divenire continui.