Presentazione “La buona educazione degli oppressi” con l’autore

Presentazione “La buona educazione degli oppressi” con l’autore

Creato: Fri, 15/11/2019 - 14:29
di: Torino
Quando:
Sat, 23/11/2019 - 17:00
Presentazione “La buona educazione degli oppressi” con l’autore

“La buona educazione degli oppressi – piccola storia del decoro” è un libro del 2019 che parla di come la politica usa le armi “sicurezza” e “decoro” per difendere ogni cambiamento a favore dello sfruttamento capitalista dei territori, cercando di apparire neutrale o addirittura al servizio dei cittadini.

Verrà presentato, assieme all'autore Wolf Bukowski, nella piazza di San Pietro in Vincoli, dove il 4 ottobre è stato costruito un muretto di Jersey per impedire lo svolgimento del mercato che ogni sabato prendeva vita in quella zona. Quel muretto, in nome proprio di decoro e sicurezza dei cittadini, ha reso deserto e impraticabile uno spazio della città che invece era vivo e attraversato.

Sarà un occasione per vivere quello spazio e per dibattere delle pesanti trasformazioni che stanno subendo nell’ultimo anno la zona attorno a Porta Palazzo e il quartiere Aurora: la costruzione della Lavazza e il suo impero, lo sgombero dello storico centro sociale Asilo, l’apertura del Mercato Centrale di Torino (il nuovo mercato coperto dove un panino di mortadella costa 8 euro), la criminalizzazione dei mercatari del Balon e lo sgombero di una parte di mercato.

L’obiettivo? Gentrificare ogni angolo del città per renderlo una vetrina sfruttabile per l’accumulazione capitalistica.
L’effetto? I quartieri, attraverso questo tipo di trasformazioni, vengono resi inaccessibili e invivibili, molti spazi vengono svuotati e snaturati da quella che è la loro storia e anima reale.
Gli strumenti? La militarizzazione e la propaganda di criminalizzazione della povertà che si basa su “DECORO” e “SICUREZZA”.

Resistere e opporsi a questi processi è possibile: lo hanno dimostrato i mercatari che per un anno si sono opposti alla repressione.
Smascheriamo le armi del nemico, riempiamo i deserti lasciati dal capitalismo, creiamo spazi accessibili a tutti.

Abstract del libro:
È in corso da anni una guerra, combattuta tra le strade delle città, contro poveri, migranti, movimenti di protesta e marginalità sociali. Le sue armi sono decoro e sicurezza, categorie diventate centrali nella politica ma fatte della sostanza di cui son fatti i miti: Furio Jesi chiamava idee senza parole gli artifici retorici di questo tipo, con cui la cultura di destra vagheggia fantomatici «bei tempi andati» di una società armoniosa. Lo scopo è cancellare ogni riferimento di classe per delimitare un dentro e un fuori, in cui il conflitto non è tra sfruttati e sfruttatori ma tra noi e loro, gli esclusi, che nel neoliberismo competitivo da vittime diventano colpevoli: povero è chi non si è meritato la ricchezza. Il mendicante che chiede l'elemosina, il lavavetri ai semafori, il venditore ambulante, il rovistatore di cassonetti, dipinti come minacce al quieto vivere. I dati smentiscono ogni affermazione ma non importa, la percezione conta più dei fatti: facendo appello a emozioni forti, come la paura, o semplificazioni estreme, come il «non ci sono i soldi» per le politiche sociali, lo scopo delle campagne securitarie diventa suscitare misure repressive per instillare paure e senso di minaccia. A essere perseguita non è la sicurezza sociale, di welfare e diritti, ma quella che dietro la sacra retorica del decoro assicura solo la difesa del privilegio. Sotto la maschera del bello vi è il ghigno della messa a reddito: garantire profitti e rendite tramite gentrificazione, turistificazione, cementificazione, foodificazione. Wolf Bukowski ripercorre come l'adesione della sinistra a questi dogmi abbia spalancato le porte all'egemonia della destra. Una perlustrazione dell'«abisso in cui, nel nome del decoro e di una versione pervertita della sicurezza, ci sono fioriere che contano come, e forse più, delle vite umane»

Wolf Bukowski è blogger del sito dei Wu Ming, Giap e autore dei libri “La danza delle mozzarelle” e “La santa crociata del porco”.