Referendum caccia in Piemonte: l’Arci sostiene il sì

Referendum caccia in Piemonte: l’Arci sostiene il sì

Creato: Tue, 24/04/2012 - 00:53
di: Cuneo
Referendum caccia in Piemonte: l’Arci sostiene il sì
Referendum caccia in Piemonte: l’Arci sostiene il sì

ARCI Piemonte aderisce al Comitato per il SI al Referendum Caccia in Piemonte che si svolgerà il 3 giugno prossimo. 

Perché andare a votare il referendum regionale contro la caccia
Il voto referendario è un prezioso strumento in mano ai cittadini per intervenire direttamente nel procedimento legislativo e per fare affermare la volontà popolare. La nostra Costituzione prevede solamente il referendum abrogativo attraverso il quale è possibile cancellare una intera legge o parti di questa. Andare a votare significa difendere un diritto costituzionalmente garantito, unico strumento di democrazia diretta.

Contro il Referendum è stato usato in modo strumentale il tema dei costi per il suo svolgimento. Si voterà per le elezioni amministrative in tre capoluoghi di Provincia – Alessandria, Asti e Cuneo – e in altre popolose cittadine (Chivasso, Acqui Terme, Racconigi, Rivalta di Torino, Avigliana, etc…) e molti piccoli Comuni. I seggi con presidenti e scrutatori, le Prefetture, le forze dell’ordine e tutta la “macchina elettorale” saranno quindi in funzione, con il loro costo, per le amministrative. Se la Regione Piemonte avesse ritenuto prioritario spendere di meno per il Referendum sulla caccia, avrebbe potuto semplicemente far votare i piemontesi in quello stesso giorno.

Il quesito referendario
Il quesito referendario regionale piemontese contro la caccia del 1987,  in gran parte sopravvissuto a 25 anni dalla raccolta delle firme nonostante diversi interventi del legislatore regionale, chiede l’abrogazione di alcune parti della vigente normativa sulla caccia.  In particolare sono 4 i punti che caratterizzano la richiesta referendaria.

1 –  Divieto di caccia per 25 specie selvatiche
Viene richiesta la cancellazione dall’elenco delle specie cacciabili di 25 specie di fauna selvatica italiana con la conseguente istituzione del divieto di caccia. (*)

2 – Divieto di caccia la domenica
Viene richiesta la cancellazione della domenica dai giorni nei quali la caccia è consentita con la conseguente istituzione del divieto di caccia la domenica.

3 – Divieto di cacciare su terreno coperto da neve
Già oggi è così: sono tuttavia previste numerose eccezioni (ad esempio la caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina) che il quesito vorrebbe invece eliminare.

4 – Limitazione ai privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie
Di fatto, nelle ex riserve private di caccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero, non dovendosi applicare i limiti di carniere per molte specie. Il referendum vuole abolire questo privilegio per chi può permettersi di andare a caccia in strutture private.

Il quesito referendario non è abrogativo dell’attività venatoria, ma richiede un ridimensionamento di questa proteggendo specie a rischio di estinzione o di scarso interesse venatorio, restituendo ai cittadini la possibilità di frequentare la domenica in sicurezza  boschi, campagne, monti, aree naturali della nostra regione.

PERCHÉ VOTARE SI

  • per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di una minoranza armata;
  • per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere ancora  viste dalle future generazioni;
  • per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di essere impallinati;
  • per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e meno contrastanti con l’interesse generale;
  • per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria;
  • perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato.

CONTATTI:

ARCI Asti, Langhe e Roero, Giorgio Crana tel. 339.5818931 - crana@arci.it
ARCI Monviso, Comitato Referendario Saluzzese tel. 392.921411 - arcisavigliano@gmail.com
ARCI Valle Susa tel. 011.4112498 - vallesusa@arci.it
ARCI Pinerolo tel. 0121.322529 - pinerolo@arci.it
ARCI Torino tel. 011.19907670 - segreteria@arcitorino.it
ARCI Verbania tel. 0323.402592 - verbania@arci.it

Comitato Promotore del Referendum regionale contro la caccia
c/o Pro Natura Torino – v. Pastrengo, 13 – 10128 Torino
email referendumcaccia@gmail.com - tel. 348 4991623 – 347 6639963
www.referendumcaccia.it

(*) In caso di successo del referendum del prossimo 3 giugno 2012 in Piemonte sarebbe vietato cacciare:
- Uccelli (17 specie): quaglia (Coturnix coturnix), tortora (Streptopeia turtur), beccaccia (Scolopax rusticola), beccaccino (Gallinago gallinago), pernice rossa (Alectoris rufa), starna (Perdix perdix), cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos), tordo sassello (Turdus iliacus), germano reale (Anas platyrhynchos), colombaccio (Columba palumbus), cornacchia nera (Corvus corone), cornacchia grigia (Corvus corone cornix), gazza (Pica pica), pernice bianca (Lagopus mutus), fagiano di monte (Tetrao tetrix), coturnice (Alectoris graeca);
- Mammiferi (8 specie): coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), muflone (Ovis musimon), lepre bianca (Lepus timidus), volpe (Vulpes vulpes), camoscio (Rupicapra rupicapra), capriolo (Capreolus capreolus), cervo (Cervus elaphus), daino (Dama dama).