Un protocollo tra Arci e Rete della Conoscenza per un’idea innovativa di sviluppo associativo

Un protocollo tra Arci e Rete della Conoscenza per un’idea innovativa di sviluppo associativo

Creato: Thu, 21/09/2017 - 17:58
di: Piemonte
Un protocollo tra Arci e Rete della Conoscenza per un’idea innovativa di sviluppo associativo

di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci,
e Martina Carpani, coordinatrice nazionale Rete della Conoscenza

Viviamo tempi difficili, in cui la guerra tra poveri diventa il paradigma con cui si compone la società attuale. Le disuguaglianze aumentano e la marginalizzazione sociale è sempre maggiore, così come la distanza centro-periferie. È questa la fase in cui le città ed il ruolo degli spazi sociali risulta invece determinante per costruire nuove reti di solidarietà, dando alle organizzazioni sociali un ruolo nuovo: non solo rivendicativo, ma anche e soprattutto di risposta pratica ed organizzazione dal basso contro il bisogno. Costruire legami di solidarietà, reti di impegno, contrastare l’odio con l’impegno sociale è un obiettivo che è necessario porsi, a partire dal tema del mutualismo e del contrasto alle marginalità sociali educative. È in questo quadro che si inserisce il nuovo protocollo nazionale tra Arci e Rete della Conoscenza, provando a definire una idea di sviluppo associativo innovativo, aperto, che metta in mano ai giovani la responsabilità di costruire nuove sperimentazioni mutualistiche e sociali a partire dal piano della formazione, della cultura, del contrasto alla precarietà: scuole popolari, educazione tra pari, mercatini del libro usato, distribuzione gratuita di libri nei quartieri popolari, sportelli di diritto allo studio per migranti, orientamento al lavoro, attività sociali.

L’Arci costruirà supporto grazie al proprio storico lavoro di insediamento territoriale, le proprie competenze organizzative e la propria tradizione politica, e, insieme alla Rete della Conoscenza, network dei soggetti in formazione composto dall’Unione degli Studenti e da Link-Coordinamento Universitario, aprirà sperimentazioni locali per concretizzare questo orizzonte politico di comune messa alla prova città per città. È, infatti, nelle città, dai grandi ai piccoli centri, che oggi si miete la guerra ai poveri, una guerra dall’alto, dell’arretramento sul piano del welfare, che è causa del clima di diffusa intolleranza e competizione. Costruire una nuova idea di sicurezza sociale, grazie all’apertura di nuovi circoli che animino i quartieri, immaginare una nuova proposta per trattenere i giovani al meridione, costruire proposte di rigenerazione urbana, sperimentare connessioni tra i saperi formali insegnati nelle scuole e nelle università ed i saperi popolari che si producono nella società, mettere in rete le forme diffuse e nuove di mutualismo, determinare nuove forme di società possibile non sono utopie, ma una possibilità concreta, unendo mondi simili ma diversi, costruendo, attraverso una nuova progettazione condivisa, una modalità intergenerazionale di rispondere alla crisi. Se da soli restiamo invisibili, insieme sarà invece possibile iniziare dal basso a fare la differenza, mettendo insieme le intelligenze delle studentesse e degli studenti per costruire nuovi progetti da Nord a Sud. Ciò sarà possibile attraverso il circuito Musa - mutualismo e solidarietà attiva, accessibile a tutti i circoli Arci, per costruire un database dei servizi e del mutualismo ed una nuova discussione in piattaforma sul ruolo della cooperazione sociale e degli spazi sociali. In bocca al lupo a noi tutte e tutti per queste nuove sfide!

ArciReport, 21 settembre 2017