L'emergenza Nord Africa non è finita: governo o caos?

L'emergenza Nord Africa non è finita: governo o caos?

Lunedì 11 marzo, presso la sede di ARCI Torino, si è svolta la conferenza stampa sul tema dell'Emergenza Nord Africa: la vicenda ormai nota dell'indisponibilità di fondi per i centri che ospitano i rifugiati politici, accompagnato dall'offerta di un bonus di 500 € per chi degli ospiti volesse usufruirne, pone alla società una questione che continua ad essere inevasa.
Dopo un anno e mezzo di lavoro in condizioni di incertezza rispetto alle risorse disponibili e rallentamenti per la poca chiarezza rispetto alla gestione delle stesse, il 23 febbraio viene emessa la comunicazione ufficiale per la fuoriuscita degli ospiti.
A fine febbraio presso il Ministero dell'Interno si è riunito il Tavolo di coordinamento nazionale sull’Emergenza Nord Africa, ma durante questo incontro non è emersa alcun impegno preciso di copertura economica per l'attività di accoglienza e tutela sociale svolta dai centri. Il piano “Emergenza Africa 2011”, insomma, finisce qui: quasi 20.000 rifugiati in tutta Italia sono costretti ad abbandonare le strutture che li hanno accolti dopo la fuga dalla guerra in Libia, e una situazione del genere provoca tensioni sfociate, in alcuni territori, in conflitti.
A fronte di tale situazione, l’Arci ha inviato una lettera alle prefetture facendo presente che nei centri sono ancora presenti persone non in grado, una volta fuori, di costruirsi una vita autonoma, anche per le carenze delle autorità nell'offrire strumenti in grado di garantire l’effettivo accompagnamento all’integrazione e all’inserimento socio-lavorativo. Pertanto l’associazione continua a fornire i servizi stabiliti dalle convenzioni agli ospiti del sistema Ena che decidano di restare all’interno dei centri.

All'incontro sono intervenuti Gian Giacomo Parigini (presidente ARCI Torino) che ha illustrato la situazione e posto la questione sociale, Elide Tisi (Assessore Politiche Sociali Città di Torino) che ha portato la posizione della città e l'impossibilità economica da parte dell'istituzione di offrire un appoggio economico, Mariagiuseppina Puglisi (Assessore Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità Provincia di Torino) che ha sottolineato in particolar modo come sia mancata un'interlocuzione fra le parti, ivi compresa un'interlocuzione fra gli enti territoriali e il governo centrale. Oltre ai rappresentanti delle istituzioni erano presenti Sara Negarville di Progetto Tenda, cooperativa sociale nata nel 1999 col fine di occuparsi del fenomeno dell’emarginazione sociale, che in questo momento fornisce gratuitamente il cibo alle strutture che hanno deciso di restare aperte, e gli operatori coinvolti quotidianamente nel lavoro sul campo che hanno raccontato lo stato di disorientamento e disperazione di persone che, loro malgrado costrette ad emigrare dal loro paese, non trovano una situazione accogliente ma, anzi, caotica e per loro difficilmente comprensibile.
Ciò che fondamentalmente sottostà a questa vicenda, è stato detto, è il collasso del welfare: il pubblico non è più in grado di supportare attività di integrazione, facendo perdere di credibilità agli operatori del settore che vedono messo a rischio il lavoro portato avanti nell'ultimo anno e mezzo.

Per approfondimenti:

Tg3 regionale del 11/03/2013, servizio al minuto 10.14
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-eb2f43d7-be5d-44f8-b3c2-f0b5ca09e6e3-tgr.html#p=0;
gli articoli usciti in allegato;
http://arcipiemonte.it/torino/node/4815